Barbara Marsoni - miodottore.it
Chi sono

Mi chiamo Barbara Marsoni, psicologa – psicoterapeuta con indirizzo teorico sistemico relazionale-familiare e cognitivista post-razionalista.
Operatore E.M.D.R. I e II livello (Eye Movment Desensitization and Reprocessing).
Sono iscritta all’Albo degli Psicologi del Friuli-Venezia Giulia (n. 1022 sez. A).

Esercito la libera professione a Udine e Codroipo

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Teoria sistemica relazionale-familare
Il modello sistemico-relazionale è un approccio nel quale l’individuo viene concepito come il risultato delle sue esperienze relazionali, siano esse collocabili in ambito familiare, nella coppia o nel contesto di lavoro.
Per sistema s’intende un complesso di componenti che s’influenzano reciprocamente. In quest’ottica, gli eventi problematici, di un singolo individuo influenzano l’intera famiglia come unità funzionale, con effetti che si estendono a tutti i membri e alle loro relazioni.
La teoria che sta alla base della terapia sistemica, evidenzia il comportamento come funzione della relazione. Quest’ultima nasce dalle interazioni che la persona intrattiene nel corso della sua vita e da regole stabili che ne garantiscono un certo grado di continuità e di stabilità. La flessibilità delle regole consente una modificazione e quindi la possibilità del sistema di riorganizzarsi. Qualora il sistema rilevi una certa rigidità delle regole di relazione che ne impediscono i mutamenti, si possono manifestare comportamenti sintomatici e patologici. La diagnosi in questa terapia, cerca di mettere in luce il significato del sintomo all'interno del contesto in cui emerge. L’intervento terapeutico mira a ridurre il sintomo, stimolando un cambiamento, il quale favorisce una maggiore consapevolezza di sé, un’autostima più elevata e un senso di autoefficacia apprezzabile.

Teoria cognitiva post-razionalista
La terapia cognitivista post-razionalista si concentra sul concetto di soggettività, e in particolare sulle attivazioni emozionali. Le emozioni sono considerate su due livelli di conoscenza; il primo, di tipo organizzativo, è costituito dall’esperienza immediata senso-percettiva con le conseguenti attivazioni emozionali. Tale livello essendo poco consapevole costituisce la conoscenza tacita, scarsamente definita e globale (cosa, come e quando proviamo qualcosa). Nel secondo livello, attraverso l’operatività logico-analitica, avviene la “spiegazione dell’esperienza” (come me lo spiego) alla luce di quelle esperienze vissute in precedenza, al fine di mantenere la coerenza interna (ed è il perché proviamo qualcosa), una conoscenza, questa, esplicita e consapevole di sé e del mondo. L’intervento si basa sulla capacità di decifrare il “proprio materiale”, portato in termini oggettivi ed esterni, in un qualcosa che è del mondo soggettivo della persona e che diventa significativo.
Nell’azione terapeutica post-razionalista il fulcro è lavorare con le emozioni viste nel loro aspetto adattivo. Esse non devono essere soppresse o tenute sotto controllo ma considerate nella loro interezza, concependole per ciò che sono: messaggeri informazionali che hanno la loro ragion d’essere nel valore conoscitivo che è prioritario rispetto ai processi cognitivi.

EMDR
EMDR è la sigla di "Eye Movement Desensitization and Reprocessing" che significa: desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari di ricordi che sono vissuti ancora come disturbanti. Non si cambia il passato, bensì il modo in cui i ricordi rimangono immagazzinati nel cervello.
È una pratica terapeutica sviluppata a partire dall'intuizione della ricercatrice Francine Shapiro (1987), quando notò che i suoi occhi cominciavano a muoversi più velocemente, in modo ritmico e in direzione diagonale nel momento in cui aveva pensieri negativi. Ipotizzò quindi che ci fosse un legame tra il pensiero e il movimento degli occhi. Cominciò quindi a osservare in che modo comparissero i pensieri che la disturbavano e in quali condizioni invece perdessero la loro carica negativa. Nello studiare l'uso dei movimenti oculari, si accorse che era possibile ridurre le emozioni negative associate a un pensiero o a un ricordo. Successivamente iniziò a sperimentare la tecnica con le vittime di esperienze traumatiche gravi, come i sopravvissuti a incidenti mortali o disastri naturali.

Per l’EMDR è importante

1. Ogni persona è naturalmente in grado di elaborare le esperienze traumatiche. Come l’apparato digerente aiuta a smaltire le sostanze che non servono o sono nocive all’organismo, per trattenere solo ciò che serve per vivere, così il nostro cervello dovrebbe trattenere solo le informazioni utili e liberarsi dai contenuti dolorosi o spaventosi.

2. Quando un’esperienza dolorosa e traumatica non viene elaborata e "metabolizzata", resta come "congelata" nel cervello e continua ad attivare le stesse sensazioni che una persona ha provato nel momento del "trauma", ad esempio la paura, ma anche sintomi fisici (nausea, mal di stomaco, tachicardia). Sensazioni, pensieri e immagini tornano quindi a disturbare la serenità della persona attraverso: incubi, pensieri o ricordi invadenti, stati d’agitazione ecc.

L'EMDR vuole riattivare la capacità naturale delle persone di elaborare il trauma, in una specie di percorso di auto-guarigione, che mira a sbloccare i contenuti "congelati" e a rielaborarli in modo da neutralizzare i sintomi negativi.
Durante la seduta si invita il paziente a ricordare l’evento e rievocare le sensazioni fisiche ed emotive vissute. Il terapeuta attraverso la stimolazione bilaterale degli occhi e/o l’uso di altre tecniche, accompagna il paziente nelle fasi di desensibilizzazione del ricordo e il consolidamento di una cognizione positiva identificata.
Questa tecnica viene applicata con persone sopravvissute a incidenti, terremoti o altre tragedie (Disturbo Post Traumatico da Stress), o che hanno subito una violenza o un lutto, ma anche nei casi di sofferenza psicologica ed eventi stressanti, come una delusione d'amore o la perdita del lavoro.
Servizi psicologici

Mi occupo di:

  • Disturbi d’ansia (attacchi di panico, disturbo d’ansia generalizzato fobie, etc…)
  • Dipendenze affettive
  • Depressione e disturbi dell’umore
  • Disturbi alimentari (bulimia, anoressia, binge eating, etc…)
  • Difficoltà relazionali (genitori-figli, coppia genitoriale, crisi di coppia, etc…)
  • Difficoltà di adattamento ad eventi stressanti (malattie, lutti, separazioni, cambiamenti importanti)
  • Problematiche relative all’autostima
  • Psicologia dell’età evolutiva (disagio rispetto al proprio corpo, difficoltà relazionali, difficoltà nell’espressione delle emozioni e problemi scolastici).

Propongo attività di:

  • Psicoterapia individuale, di coppia e familiare
  • Consulenza e supporto psicologico
  • Gruppi di supporto psicologico sulle dipendenze affettive
  • Gruppi di supporto psicologico per adolescenti nel contesto relazionale e affettivo-emotivo
  • Gruppi di supporto rivolto ai genitori
  • Orientamento scolastico e professionale.
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Dipendenze affettive
La dipendenza affettiva o “love addiction” è quel tipo di relazione caratterizzato da un rapporto di fusione con il partner, nel quale vi è un eccessivo investimento di emozioni e di tempo. Lo scopo principale è la ricerca di un piacere immediato, l’alleviamento di una tensione o il superamento di un’insicurezza che porta a un comportamento sottomesso, tale da indurre il terrore di separazione dall’oggetto di dipendenza.
Il partner del dipendente affettivo ha bisogno, più o meno inconsciamente, di mantenere una relazione che di per sé è malata, e quindi accetta in modo opportunistico tale legame impari. La sua personalità è di solito caratterizzata da: rigidità, comportamenti aggressivi o aggressivo-passivi, un forte bisogno di imporre la sua visione e una tendenza al controllo.
Nel processo di guarigione diventa importante la ripresa del proprio controllo. Essere autonomi, non significa solo rispondere ai propri bisogni, ma anche essere in grado di percepirli, di rimanere in ascolto di sé, dei propri desideri, di ciò che è importante e di quello che è veramente motivante.
Attraverso il percorso terapeutico, il paziente impara a regolare le sue emozioni e riconosce le proprie fragilità e i bisogni insoddisfatti, al fine di riprendere in mano la propria vita per costruire una sana e più funzionale modalità d’amare.

Ansia
A volte, senza un apparente motivo, viviamo delle sensazioni spiacevoli come l’ansia, manifestata attraverso uno stato di allarme, di marcata inquietudine e attesa affannosa per un pericolo imminente e indefinibile, senza che vi sia una reale minaccia riconoscibile. Tale stato si associa a sentimenti d’incertezza e a vissuti d’impotenza.
L’ansia si manifesta sia con sintomi psichici come la paura di morire, di perdere il controllo, sia con sintomi fisici: palpitazioni, tachicardia, bruciori e così via. Sono sensazioni caotiche e confuse, che non danno pace e che possono ripresentarsi spontaneamente.
Si ricercano le cause che stanno alla base delle sensazioni sgradevoli, individuandole in un evento, o in una persona, o in noi stessi, o in una situazione che ci è accaduta ma le origini non si basano su una legge causa-effetto.
L’esperienza e l’evidenza scientifica spiegano che l’ansia è una manifestazione di un disagio interiore, causato da una correlazione di elementi, come i modelli familiari disfunzionali, gli eventi avversi e i traumi.
Riformulare assieme alla persona ciò che accade in una situazione e collegarla al suo modo personale di vivere, permette di iniziare a focalizzare l’attenzione sui propri bisogni.

Attacchi di panico:
Gli attacchi di panico sono delle "forti crisi d’ansia (somatica o psichica) improvvise e acute in cui la persona è colpita  da una paura sproporzionata rispetto alla causa scatenante" . Il panico invade il soggetto e lo terrorizza, lo immobilizza fino a farlo sentire in prossimità della fine. Durante l’attacco di panico la persona teme di perdere il controllo, di morire o d’impazzire. Le sensazioni sono sia di tipo fisico (tremori, sudorazione elevata, senso di freddo o di caldo…) che di tipo psichico (senso si svenimento, ansia intensa…).
Gli attacchi possono verificarsi spontaneamente, quando compaiono in assenza di particolari circostanze, o situazionali, quando sorgono in seguito a specifiche situazioni che poi saranno temute ed evitate e verso cui si svilupperà una fobia (cinema, centri commerciali, treni, autostrade…). Molto spesso è la paura che si ripresenti un nuovo attacco a scatenare il panico: si ha "paura di avere paura", entrando così in un circolo vizioso da cui non è facile uscire da soli.
Il panico è una perdita di senso della propria esistenza che necessita il bisogno di fermarsi a capire che cosa non va, perché non ci si sente all’altezza dei compiti che la vita richiede, che fa temere di perdere le proprie sicurezze (sul lavoro, in amore, in famiglia,ecc).

Incontri di sostegno alla genitorialità:
Il bisogno di una genitorialità consapevole caratterizza le famiglie di oggi: paure, ansie e preoccupazioni, sono il frutto di una scelta ed esercizio di controllo. I papà e le mamme sono, infatti, sempre più consci, come oggi, in una società caratterizzata da una continua richiesta di cambiamento, fare il genitore è un mestiere difficile. La coppia genitoriale è chiamata a dare spazio, calore e fiducia al proprio figlio, consentendogli così di regolare in modo sempre più adeguato le sue funzioni psicofisiche in rapporto al contesto e ad avviare un processo di differenziazione che li conduca a riconoscere nel figlio l’altro da sé. I genitori chiedono sempre più di avere degli interlocutori competenti per la soluzione dei problemi quotidiani e per l'educazione dei propri figli, persone in grado di capirli, che accolgano i loro dubbi senza dare giudizi e che non entrino in conflitto con loro. L’intervento si caratterizza per un coinvolgimento attivo dei genitori, tale da offrire occasioni di sostegno reciproco tra adulti in cui condividere l’esperienza della genitorialità. Lo scopo è di attivare nei genitori le risorse educative, facilitando la comunicazione e la conoscenza tra le famiglie e invitando alla condivisione di esperienze, dubbi, difficoltà e soluzioni educative.
Come contattarmi

E’ possibile contattarmi per un primo appuntamento o per informazioni al numero 340.4935755

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